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31/08/2009 | L'esperienza di Bruno Nicodemo
Mi chiamo Bruno, ho 50 anni, abito nel Portogruarese in provincia di Venezia.
La mia avventura inizia nel giugno 2006 con un quad Kymco MXU 300, da autodidatta, le prime uscite su strade sterrate della mia zona tra Veneto e Friuli, e sul greto del fiume Tagliamento.
Durante le mie uscite solitarie con il quad riuscivo a raggiungere e vedere posti che, essendo io diversabile,
sarebbero stati impossibili e questo per me era motivo di orgoglio, così ho cominciato a cercare altre persone per condividere tutto questo.
Dopo alcune uscite con amici, uno di questi ha organizzato sul parcheggio del centro commerciale di Portogruaro una pista fettucciata e una pista per utility , ho partecipato con interesse ed ho conosciuto anche Igor Orso , essendosi lui presentato come presidente di Scuola Italiana Quad , ho approfittato chiedendogli cosa facessero come programma, e quale era lo scopo di questa scuola.
Mi illustrò a grandi linee i corsi, e mi disse che a fine marzo 2008 ci sarebbe stata una spedizione di una
settimana in Tunisia , rimasi colpito da questa iniziativa.
Partecipai poi ad un raduno sul Monte Grappa con un mio amico e lì ebbi contatti con altri quaddisti, fu un'esperienza entusiasmante in mezzo ai boschi e sulla neve.
Pensando alla spedizione della Tunisia, decisi di iscrivermi al corso base, che trovai molto efficiente e
sentendomi più sicuro, decisi di partire per la mia prima avventura con molto entusiasmo , ma anche con molta paura di inoltrarmi in qualcosa che non conoscevo.
La Tunisia è stata la mia rampa di lancio, il mezzo da me utilizzato era un YAMAHA Grizzly 700 EPS fornito da SCUOLA ITALIANA QUAD. Le sensazioni ed emozioni che ho provato sono state fortissime, io e Andrea , i due disabili del gruppo ci siamo trovati a fare le stesse cose di una qualsiasi altra persona.
Lo staff ed il resto del gruppo , hanno cercato di non farci pesare i nostri limiti, ma comunque in quad di limiti non ne avevamo.
Il senso di libertà in mezzo al deserto tra le dune, senza nessuna difficoltà di muoverci per me è stato tale da pormi come obiettivo di far conoscere ad altre persone con i miei stessi problemi, questo tipo di avventura.
Sono rientrato talmente entusiasta del viaggio che, a giugno mi sono iscritto al corso avanzato per raggiungere un livello superiore che mi permettesse di affrontare percorsi più difficili , ed ho raggiunto il mio scopo essendo così pronto a partecipare alla spedizione in Transilvania.
Qui il mezzo da me utilizzato era il mio KYMCO mxu 300, qualche problema l'ho avuto, non come limite mio ma per il mezzo che non mi permetteva di stare al passo con gli altri. Il tipo di Off Road completamente diverso dal deserto ci ha portati nel mezzo ad una natura di boschi, animali, monti, situazioni che ti lasciano a bocca aperta , non solo per la bellezza del paesaggio , ma anche per quello che sono riuscito a fare non potendo scendere dal quad , grazie anche a dei compagni che non mancavano mai di attenzioni e simpatia.
Pensate che cosa può provare una persona di notte in mezzo ad un bosco sapendo di non essere in grado di scappare o difendersi da un qualsiasi animale.......; avere un mezzo come il quad , ti da la sicurezza di poterti allontanare in qualsiasi condizione di barriere architettoniche , anche naturali.
Il 10 ottobre sono partito per la Libia, e questa volta con il mio mezzo nuovo: un YAMAHA Grizzly 700, ero molto teso perchè mi avevano illustrato un territorio molto diverso dalla Tunisia, con deserto molto più vario. La voglia di vedere tutte queste diversità mi dava la grinta di arrampicarmi in situazioni limite, dentro di me cresceva l'orgoglio di dire cos'è la disabilità, quando faccio le stesse peripezie di un normodotato??
Ho vissuto una settimana con delle persone che non avevano nulla più di me, le difficoltà le ho affrontate io come loro alla pari e non ho avuto alcuna difficoltà nell'abituarmi al terreno roccioso e sassoso.
A Marco che ha scritto nelle sue riflessioni : “io per Bruno non ho parole . Affronta con serenità e calma tutti gli inconvenienti di una situazione già difficile per noi (abituati troppo bene ) ti fa sentire una m..... A Brunotutta la mia stima ed affetto.”
A Marco rispondo:“Grazie per le tue parole, ma è il gioco di squadra che mi ha aiutato a superare le varie difficoltà, tranquillo sono uno di voi”.
A questo punto ancora più convinto ho partecipato al corso istruttori, concludendolo con l'attestato .
Maggio 2009 una nuova sfida : Capo Nord, 2000 km da brivido vista la temperatura.
Partenza da Rovaniemi , poco asfalto e via tra laghi, fossi, fiumi, torrenti, pozzanghere e paludi, una bella sensazione di libertà per questo off road che si ripete tra i boschi e tanti corsi d'acqua.
Arrivare a Capo Nord non è stato tanto semplice per me e Valentino diversabile pure lui , ma ce l'abbiamo fatta seguendo imperterriti lungo tutto il raid senza lamentarci e superando i momenti difficili sia fisicamente che per le avversità atmosferiche .
Con la volontà si possono superare molte barriere a volteritenute invalicabili.
Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicini
 
 Bruno Nicodemo
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