Il quad fondamentalmente è una moto a 4 ruote, infatti quad è l’acronimo di QUADriciclo ribattezzato così in italiano. Atv in inglese sta per ALL TERRAIN VENICHLE cioè veicolo a tutto terreno, infatti grazie a queste moto sono pochi anzi inesistenti le mete che non potete raggiungere.
Il quad può essere guidato senza patente A, ad esso sono imputati vari meriti: non solo si è dimostrato come un veicolo indispensabile in molte situazioni, basta vedere il suo utilizzo presso numerosi eserciti del mondo (Stati Uniti e Canada in primis, visto che sono i maggior produttori mondiali) e presso molti corpi di polizia e pompieri, ma ha anche il merito di aver restituito una mobilità quasi impossibile con altri mezzi ai disabili.
Documentazioni sul tema sono trattate da varie riviste del settore, come anche i vari sistemi di preparazione dei quad per l’utilizzo ottimale da parte dei disabili, per questo reputiamo al quad anche una funzione sociale non indifferente.
(le immagini di quest’articolo sono foto di repertorio del Team Scuola Italiana Quad)
Gli ATV (acronimo di All Terrain Vehicles) sono speciali mezzi di locomozione agili e compatti, costruiti per procedere su terreni particolarmente difficili, anche adatti a brevi tratti di navigazione.
Realizzati in Canada nei primi anni sessanta, ispirandosi alle vetture dei campi da golf, si sono presto diffusi in tutta l’America del nord e, nel decennio successivo, anche in Europa.
Tanto diffusi che, sul finire degli anni ‘60, questo tipo di veicolo era stato venduto in circa 2 milioni di esemplari, nel solo continente americano.
(foto) Un prototipo ATV della FIMA durante una prova di collaudo sul greto di un fiume, nel 1970 Gli ATV, a causa della loro limitata velocità, non erano generalmente abilitati alla percorrenza delle normali strade e venivano utilizzati per attraversare zone impervie o paludose. La motricità era affidata a 4, 6, 8 o 12 ruote che, all’occorrenza potevano essere dotate di cingoli in gomma.
I comandi direzionali, come nei mezzi cingolati, erano costituiti da due leve frenanti che agivano, rispettivamente, sulle file di ruote di destra e di sinistra.La motorizzazione era, normalmente, affidata ad un propulsore 2 tempi di derivazione motociclistica e la carrozzeria era costituita da un guscio, sagomato a vasca, in materiale plastico. Generalmente scoperti (al massimo dotati di tendalino ombreggiante), gli ATV disponevano di una panchina a due posti e di un pozzetto posteriore per il trasporto di materiali o eventuali posti di fortuna.
Molti i modelli prodotti da aziende nordamericane come il “Terra Gator”, l’”Husky Duck” e lo “Jiger” dei primi anni ‘60, per arrivare ai più complessi “Ontario Argo 8” che potevano trasportare 6 persone o agli ATV per uso militare come l’”Aerospace 8x8” ed il “Lockeed Pac Star”, con 12 ruote motrici.
In Italia, gli ATV non ebbero grande successo. Un primo prototipo venne presentato, nel 1970, dalla “Weston” di Rubiera. Denominato “Anaconda” e dotato di propulsore Benelli da 350 cc e trazione integrale sulle sei ruote, non venne mai prodotto in serie. Sempre nello stesso anno, la FIMA mise in vendita il modello Boomerang che rimase in produzione alcuni anni.
Tali veicoli sono sostanzialmente scomparsi dal mercato sul finire degli anni settanta, per poi ritornare di gran moda nel XXI secolo con alcune modifiche sostanziali ed assumendo in Europa il nome di quad. I moderni “quad” differiscono principalmente dai loro antenati per aver perso le caratteristiche anfibie, accentuando la derivazione motociclistica.
Tra le aziende produttrici attuali di questo tipo di mezzo sono citabili la Suzuki, Yamaha, Kawasaki, Bombardier.
(fonte wikipedia)